Separazione consensuale separazione giudiziale

Lo STUDIO LEGALE RENZONI-GAGLIARDO di Roma fornisce consulenza ed assistenza in materia di separazione consensuale e di separazione giudiziale dei coniugi.

I legali dello Studio Legale Renzoni-Gagliardo hanno maturato esperienza nella separazione consensuale e giudiziale e seguono i propri assistiti dalla fase stragiudiziale, per la ricerca di un accordo nell’interesse dei coniugi stessi e dei loro figli, alla negoziazione assistita – quale particolare ipotesi di negoziazione in caso di separazione e divorzio –  https://www.tutelarapida.com/negoziazione-assistitaalla  modifica delle condizioni di separazione o di divorzio precedentemente stabilite, ovvero alla separazione giudiziale, in caso di mancato accordo tra i coniugi.

Analizziamo, anzitutto, cosa prevede la legge in caso di separazione dei coniugi.

L’art.150 c.c. dispone che è ammessa la separazione personale dei coniugi, distinguendo tra la separazione giudiziale e la separazione consensuale, e  stabilisce, altresì, che il diritto di chiedere la separazione giudiziale o l’omologazione della separazione consensuale spetta esclusivamente ai coniugi.

Quali differenze vi sono tra la separazione giudiziale e la separazione consensuale? 

La separazione giudiziale è la separazione che può essere chiesta da uno dei coniugi, quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza ovvero da recare grave pregiudizio all’educazione dei figli.

Quando ne ricorrano i presupposti e sia richiesto, con la sentenza che pronuncia la separazione, il giudice dichiara l’addebito della separazione a carico di uno dei coniugi, a causa del comportamento ritenuto contrario ai doveri derivanti dal matrimonio, ovvero:

  • l’obbligo di reciproca fedeltà, di assistenza morale e materiale, di collaborazione nell’interesse della famiglia e di coabitazione, di contribuzione ai bisogni della famiglia, ciascuno in relazione alle sostanze e alla capacità lavorativa professionale e casalingo di ciascun coniuge (art.143 c.c.);
  • l’obbligo di mantenere, istruire, educare, assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni (art.147 c.c.).

La separazione produce anche effetti sui rapporti patrimoniali dei coniugi.

Il giudice, infatti, stabilisce a vantaggio del coniuge al quale non sia addebitabile la separazione, il diritto di ricevere dall’altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, laddove lo stesso non disponga di adeguati redditi propri, la cui entità è determinata in base alle circostanze e al reddito dell’obbligato, fermo l’obbligo di prestare gli alimenti (art.156 c.c.).

La separazione consensuale, invece, è la separazione che viene richiesta da entrambi i coniugi, ma che necessita dell’omologazione del giudice per avere efficacia legale, non essendo sufficiente il solo consenso dei coniugi (separazione di fatto).

A tal proposito, va aggiunto che, quando l’accordo dei coniugi sul mantenimento e sull’affidamento dei figli si riveli in contrasto con l’interesse di questi ultimi, il giudice al quale è stato richiesto di omologare la separazione, indicherà ai genitori le modifiche degli accordi da adottare nell’interesse dei figli e, se non si trovasse una soluzione idonea, il giudice potrà rifiutarsi di procedere con l’omologazione.

Cosa è previsto per l’affidamento dei figli in caso di separazione?

Con il Decreto legislativo n.154/2013, sono stati inseriti nel nostro codice civile gli articoli dal 337 bis al 337 octies, con i quali è stato disciplinato l’esercizio della responsabilità genitoriale a seguito della separazione e del divorzio.  Con riguardo specifico ai figli minori, l’art.337 bis c.c., prevede il diritto del figlio minore di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ognuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione ed assistenza morale e materiale da entrambi i genitori e di conservare rapporti significativi con i nonni ed i parenti di ogni genitore.

Pertanto, il giudice valuterà prioritariamente l’affidamento ad entrambi i genitori, oppure stabilirà a quale di essi saranno affidati i figli, determinando i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore, nonché in quale misura ogni genitore dovrà contribuire al mantenimento, alla cura, all’istruzione e all’educazione dei figli.

La responsabilità genitoriale, ai sensi della nuova normativa, è esercitata da entrambi i genitori e le decisioni di maggior interesse relative all’istruzione, educazione, salute ed alla scelta della residenza abituale dei figli minori saranno assunte di comune accordo dai genitori, sempre tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. Se i genitori siano in disaccordo sull’affrontare tali questioni, deciderà il giudice.

Per le sole questioni di ordinaria amministrazione, il giudice potrà stabilire che i genitori esercitino la responsabilità genitoriale in modo separato e, se dovesse riscontrare che un genitore non si attenesse alle condizioni stabilite, il giudice potrebbe valutare tale comportamento ai fini della modifica delle modalità di affidamento.

Quanto al mantenimento dei figli minori, salvo accordi diversi che dovranno essere sottoscritti dai genitori, ognuno di essi dovrà provvedervi in misura proporzionale al proprio reddito.

Tuttavia, il giudice, se lo ritenga necessario, potrà stabilire un assegno periodico da determinare in base a:

  • le attuali esigenze dei figli
  • il tenore di vita goduto dai figli durante la convivenza con entrambi i genitori
  • i tempi di permanenza presso ogni genitore
  • le risorse economiche di entrambi i genitori
  • la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ogni genitore.

È previsto, inoltre, che l’assegno di mantenimento per i figli minori venga automaticamente adeguato agli indici ISTAT,  in difetto di un altro parametro indicato dalle parti o dal giudice, oltre ad un accertamento della polizia tributaria sui redditi ed i beni contestati ad uno dei genitori, anche se intestati a soggetti diversi, laddove il giudice ravvisi che le informazioni economiche fornite dai genitori non siano sufficientemente documentate (art.337 ter c.c.).

È previsto l’affidamento esclusivo dei figli minori?

L’art. 337 quater c.c. prevede che ogni genitore può sempre chiedere l’affidamento esclusivo al giudice, il quale può affidare i figli ad un solo genitore quando ritenga che l’affidamento condiviso sia contrario all’interesse dei minori.

Quando il giudice dispone l’affidamento esclusivo, fa comunque salvi i diritti del minore a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ognuno dei genitori, a ricevere cura, educazione, istruzione ed assistenza morale e materiale da entrambi i genitori e a conservare rapporti significativi con i nonni ed i parenti di ogni genitore.

Occorre, tuttavia, porre in evidenza che, laddove il giudice ritenesse la domanda di affidamento esclusivo infondata, potrà considerare il comportamento del genitore istante ai fini dei provvedimenti da adottare nell’interesse primario dei figli, oltre a condannarlo per responsabilità aggravata, ex art.96 c.p.c., alle spese ed al risarcimento dei danni in favore dell’altro genitore.

Il genitore al quale saranno affidati i figli in via esclusiva, salvo diversa disposizione del giudice, ha l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale sugli stessi, dovendosi attenere alle condizioni determinate dal giudice; tuttavia, le decisioni di maggiore interesse per i figli saranno prese da entrambi i genitori, salvo diversa disposizione del giudice.

Il genitore non affidatario avrà comunque il diritto e il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione, potendo altresì ricorrere al giudice nel caso in cui ritenga che il genitore affidatario abbia preso decisioni pregiudizievoli per i figli.

È possibile modificare quanto disposto dal giudice in merito all’affidamento dei figli?

L’art.337 quinques del codice civile prevede, a tal proposito, che i genitori hanno sempre diritto di chiedere la revisione delle disposizioni sull’affidamento dei figli, ovvero sull’attribuzione dell’esercizio della responsabilità genitoriale su di essi e sulle eventuali disposizioni relative alla misura e alla modalità del mantenimento.

A chi viene assegnata la casa familiare in caso di separazione?

La casa familiare verrà attribuita tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli. Dell’assegnazione della casa familiare il giudice tiene conto nella regolazione dei rapporti economici tra i genitori, considerando anche l’eventuale titolo di proprietà della stessa.

Il diritto al godimento della casa familiare viene, tuttavia, meno nel caso in cui il coniuge assegnatario non abiti o non abiti stabilmente nella casa familiare, ovvero conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio con un nuovo partner.

In presenza di figli minori, ciascuno dei genitori è obbligato a comunicare all’altro, entro il termine perentorio di trenta giorni, l’avvenuto cambiamento di residenza o di domicilio.

La mancata comunicazione obbliga al risarcimento del danno eventualmente verificatosi a carico del coniuge o dei figli per la difficoltà di reperire il soggetto.

Cosa è previsto in caso di separazione dei coniugi con figli maggiorenni?

In presenza di figli maggiorenni che non siano indipendenti economicamente, il giudice può disporre in favore dei figli il pagamento di un assegno periodico a carico del genitore non convivente, il quale verrà versato direttamente ai figli aventi diritto.

Ai figli maggiorenni portatori di handicap grave, invece, verranno applicate tutte le disposizioni previste in favore dei figli minori.

Lo Studio Legale Renzoni-Gagliardo si avvale della collaborazione di professionisti del settore immobiliare, quali mediatori familiari, psicologi, ingegneri, agenti immobiliari e notai, che consentiranno di affrontare al meglio le fasi relative alla separazione consensuale o giudiziale dei coniugi.  

Lo Studio Legale Renzoni-Gagliardo, quale studio legale interdisciplinare, mette a disposizione dei propri clienti la propria esperienza anche in materia di:

  • Diritto di famiglia, delle persone e dei minori

  • Diritto immobiliare

  • Diritto condominiale

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