Studio legale Renzoni-Gagliardo
Divorzio a Roma
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La Corte di Cassazione, con ordinanza n.2480/18 è ritornata sui criteri dell’attribuzione e quantificazione dell’assegno divorzile, traendo spunto dal ricorso presentato da una moglie separata contro l’accoglimento parziale dell’appello presentato dal marito, che aveva ridotto l’assegno divorzile in suo favore da € 1.000,00 ad € 600,00, alla luce delle capacità imprenditoriali e della percezione di un reddito superiore a quello dichiarato, ritenendo tale minor importo sufficiente a garantirle il tenore di vita goduto durante la vita matrimoniale.La Suprema Corte, richiamando le Sezioni Unite con sentenza n°18287/2018, ovvero che: 1) la funzione equilibratrice del reddito degli ex coniugi è finalizzata al riconoscimento del ruolo e del contributo fornito dall’ex coniuge economicamente più debole alla formazione del patrimonio della famiglia e di quello personale degli ex coniugi; 2) al riconoscimento dell’assegno di divorzio in favore dell’ex coniuge deve attribuirsi una funzione assistenziale ed in pari misura compensativa e perequativa (L. 898/1970), ha stabilito che la mancata richiesta di assegno di mantenimento in sede di separazione non preclude il suo riconoscimento in sede divorzile, ma può rappresentare un valido indice di riferimento nella misura in cui appaia idoneo a fornire utili elementi di valutazione relativi alle condizioni economiche dei coniugi.

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